Argentina, troppi debiti ed il campionato non parte

Tutto doveva cominciare il 14 agosto, via del Campionato Apertura, alla ricerca del Velez capolista, ma così non è stato. Partenza rinviata a data da destinarsi, motivo? Troppi debiti nel campionato argentino.
E’ quanto, i moralisti del calcio, si auspicano in tutto il mondo (soprattutto Italia, Spagna ed Inghilterra), tanto declamato da Fifa e Uefa, che però è avvenuto solo aldilà dell’Oceano.
Ecco cosa appare sul sito gazzetta.it: La gran parte dei club, partendo da Boca Juniors e River Plate, hanno debiti in due direzioni: da una parte stipendi non pagati ai giocatori (una cifra vicina agli otto milioni di euro), dall’altra debiti col fisco (e qui sfondiamo facilmente il muro dei 40 milioni di euro). Cifre che potrebbero essere considerate di piccola entità in Europa, ma vanno considerate nel contesto argentino. “Se avvessimo approvato l’inizio dei tornei, entro due mesi i problemi dell’indebitamento dei club si sarebbero ripresentati”, ha detto il presidente della Afa, Julio Grondona.
“Dobbiamo trovare soluzioni definitive, e proprio per questa ragione l’Afa punta a incassare dalla televisione cifre in linea con lo spettacolo che offre il nostro calcio”.
Lo stop potrebbe essere una sorta di braccio di ferro con le Tv per vedersi aumentare le quote dei diritti sportivi nel trasmettere gli incontri.
In questo contesto impossibile non far partecipare al campionato le squadre che non salderanno i debiti per forti pericoli di ordine pubblico, già evidenziati con contestazioni al presidente dell’Afa (Argentina Football Association).




























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