
Il progetto del fair play finanziario approvato dall’ Uefa sara’ strutturato su tre livelli per squadre grandi, medie e piccole. La regola, esecutiva nel 2012, prevede che ogni squadra non potra’ spendere piu’ di quanto incassa, con eccezioni per gli investimenti sugli stadi e il settore giovanile. Per evitare che i club piu’ ricchi rimangano inavvicinabili sul piano sportivo, l’Uefa pensa di strutturare la norma su tre livelli: per le grandi squadre, le medie e le piccole.
Si tratta di uno strumento che pone come obiettivo primario l’ aumento della lealtà economica nelle competizioni europee, senza trascurare la stabilità a lungo termine delle società. Verranno introdotte una serie di misure che includono l’obbligo per i club, il cui fatturato supera una certa soglia, di far quadrare i libri contabili o di raggiungere il pareggio di bilancio per un determinato periodo di tempo.
“Con queste misure non si intende colpire i club, bensì aiutarli – ha spiegato il presidente Uefa, Michel Platini. La premessa fondamentale è che i club non devono spendere più di quello che incassano. Sono stati gli stessi proprietari dei club a richiedere delle regole. Inizia così un’avventura nuova per il calcio europeo e la nostra confederazione”. Tra le società italiane era stata la Roma, attraverso il suo presidente Rosella Sensi a invocare norme in grado di frenare la crescita dei costi di gestione dei club.






















