
Nonostante la vittoria di oggi pomeriggio contro il Siena per 2 a 1, l’ira di De Laurentis non si è placata, Donadoni, per ora, è salvo, mentre il direttore sportivo Pierpaolo Marino viene cacciato al 91′ dal presidente, sempre più padrone del Napoli. Ecco le sue parole.
“Ringrazio Marino per il grande lavoro e i sacrifici che ha fatto per questa Società, con lui ho condiviso 5 anni della mia vita -si legge su www.sscnapoli.it- Pierpaolo Marino ha lavorato con grande dedizione in questi anni ed è un professionista serio che avrà un prosieguo di carriera brillante. Come capita nella vita e nel cinema i matrimoni ad un certo punto finiscono. Ringrazio Marino per ciò che ha fatto per me e per i sacrifici che ha affrontato per la Società. Dopo 5 anni le nostre strade si dividono”.
Prima delle comunicazioni ufficiali, l’attacco dialettico di De Laurentiis nei confronti del “direttore” era stato particolarmente duro: “Qualche anno fa, prendendo il Napoli -ha spiegato con molta calma, ma con altrettanta freddezza De Laurentiis- ero convinto che, come succede in tutte le squadre importanti, ci fosse bisogno di un direttore sportivo. E chiesi consiglio a Marino che mi rispose immediatamente che avrebbe coperto anche questo ruolo. Era piccato, minacciò di andare via in caso contrario: forse era meglio che avessi seguito questa strada. Il direttore generale -ha continuato- ha compiti di organizzare le strutture, se vuole avocare a sé quel che in altri club è diviso tra direzione generale e direzione sportiva, è un suo fallimento. Questo non è un processo a Marino: sono cose sotto gli occhi di tutti. Lasciatemi resettare”.






















