
Di stamattina l’annuncio della trattativa tra il Real Madrid e l’asso del Manchester United, Cristiano Ronaldo. I 93 milioni di euro messi sul piatto da Florentino Perez, per il Manchester, hanno scatenato le proteste e l’indignazione di molti. In primis la dirigenza del Barcellona, che per bocca del presidente Laporta aveva già criticato il Real nell’affare Kakà di distorcere il mercato e poi di Platini, presidente dell’Uefa, che afferma di essere: “Sono molto stupito dalla sequenza di questi trasferimenti mirabolanti”.
Il primo in ordine cronologico a rilasciare dichiarazioni contrastanti con la politica dei trasferimenti dei blancos di Madrid è stato Xavier Sala y Martin, componente dell’area economica del club catalano, intervistato dall’emittente televisiva RAC1: “Perez ha detto che ha a disposizione 300 milioni di euro per la campagna acquisti, io mi chiedo da dove provengano. Il presidente del Real dice che recupererà quel denaro vendendo magliette, ma per riuscirci dovrebbe venderne 30 milioni. E’ impossibile. Qualcuno gli darà quel denaro e sarebbe bene che lui spiegasse chi. Com’è possibile che un club spenda tutti quei soldi con il Paese in questa situazione economica e la politica di restrizione che stanno portando avanti tutte le banche? Se i soldi non sono i suoi – conclude – allora si tratta di una speculazione immobiliare”.
Poi è stata la volta di Platini: “Lavoriamo insieme ai club per mettere a punto un sistema e delle regole che permetteranno di costruire su basi trasparenti e solide il risanamento dei fondamenti finanziari del nostro calcio. Questo obiettivo è per noi una nostra priorità. Il calcio europeo è di fronte a pericolose sfide finanziarie e io non posso non essere chiamato in causa. Questo ingranaggio solleva di nuovo e in maniera più acuta la questione del fair play finanziario e dell’equilibrio delle nostre competizioni”.
Ed infine, altre perplessità sono uscite dalla bocca di Jaume Ferrer, vicepresidente del Barcellona: “Nessun giocatore vale una cifra del genere. E comunque, spendere molti soldi non garantisce trofei, come hanno dimostrato gli ultimi due anni”.






















